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World Radio Day 2026: GIORGIO D'ECCLESIA su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

La radio gode di ottima salute. E un’intera giornata dedicata se la merita tutta. Torna il World Radio Day: l’appuntamento è per il 9 marzo 2026 a Milano, con VOCI.fm media partner. Patrizia Simonetti ne ha parlato con il suo organizzatore Giorgio D’Ecclesia.

Intervista a cura di Patrizia Simonetti


Le premesse per la riuscita del World Radio Day 2026 ci sono tutte: la radio è più amata che mai con oltre 35 milioni di ascoltatori in media al giorno, le attività sono più che interessanti e gli ospiti più che illustri. Nonostante ancora un po’ nel frullatore dell’organizzazione, impegnato a fissare gli ultimi particolari, curare tutto nei dettagli, ricevere adesioni su adesioni di grandi nomi della radiofonia e organizzare la conferenza stampa a Sanremo, Giorgio D’Ecclesia, founder e Ceo di Radiospeaker.it, formatore radiofonico, autore e organizzatore del World Radio Day, non si è negato all’incontro con noi per rivelarci pensieri e novità sull’evento che, anche quest’anno, vede la media partnership di VOCI.fm. E, vi assicuro, lo ha fatto per amore…

“È un evento importante che noi prendiamo molto seriamente – ci rivela infatti Giorgio D’Ecclesia – ormai siamo arrivati al sesto anno ed è un lavoro che porta via mesi, tante mail, centinaia di messaggi, riunioni, telefonate, per una giornata a cui teniamo molto perché amiamo la radio, e vogliamo farlo al meglio per rendere onore a questo mezzo che ci piace tanto”.

L’amore per la radio, dunque, all’origine del tutto, ma c’è anche dell’altro. Pensate a una Festa di Compleanno: tutti vogliono bene al festeggiato o alla festeggiata, sono lì per lui o per lei, ma tutti gli invitati, proprio tramite questo amore comune, si conoscono, si parlano, intrecciano relazioni e si scambiano parole e sorrisi. E questo accade anche con la festa della radio: “Oltre all’amore per il mezzo – continua Giorgio D’Ecclesia – ci muove anche la voglia di unire gli appassionati, perché quando hai questa grande passione, viverla da soli è frustrante, è più bello condividerla. Il motivo per cui è nato Radiospeaker, e cioè una community di appassionati di radio, è lo stesso per cui ho creato questo evento, dove gli appassionati di radio si incontrano anche in un luogo fisico e si stringono la mano”.

Anche se la giornata ufficiale era quella del 13 febbraio, Il World Radio Day 2026 si terrà a Milano, al Talent Garden Calabiana, dalle 9 del mattino fino alle 19, lunedì 9 marzo, per permettere a tutti i radiofonici, impegnati in questo periodo tra le Olimpiadi invernali e il Festival di Sanremo, di poter partecipare. L’ingresso è gratuito, ma è opportuno registrarsi per questioni di capienza sul sito ufficiale dell’evento www.worldradioday.it dove troverete anche tutte le info dettagliate e i vari aggiornamenti su programma e ospiti, talk e interviste, workshop e attività di networking.

E a proposito di Sanremo: la conferenza stampa del World Radio Day 2026 si è svolta il 25 febbraio nella sala stampa Lucio Dalla e ha visto come relatore Fabrizio Casinelli, direttore della Comunicazione Rai e uomo di radio.

Tra le chicche dell’evento, oltre ad altri grandi nomi di superospiti che verranno annunciati via via, dopo quelli di Gerry Scotti, Jack La Furia, Linus e lo stesso Fabrizio Casinelli già rivelati, ci sarà un panel dedicato alla nascita di una società italiana per la tutela della voce. L’appuntamento è importantissimo visto il tema del World Radio Day 2026 deciso dall’Unesco, e cioè “Radio e Intelligenza Artificiale”, e non sono pochi i timori di chi lavora con la voce relativi ad un uso non corretto dell’AI a danno di emozioni, originalità, improvvisazione.

“Questa è una delle facce dell’intelligenza intelligenza artificiale che coinvolge la voce – ci spiega Giorgio D’Ecclesia - ci sono iniziative per difendere i doppiatori o chi usa la voce, perché è impossibile ricreare battute, dialetti, episodi di vita vissuta da un computer. Ma l’AI può rivelarsi indispensabile invece, per accelerare, velocizzare, migliorare il proprio lavoro, ma cosa fa fare all’AI lo decido io”.


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