"DUE SPICCI": videoincontro con ZEROCALCARE
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Debutta su Netflix “Due Spicci”, la nuova serie animata di Zerocalcare dove, ancora una volta, doppia anche tutti i personaggi (tranne uno). Ha parlato molto di questa sua peculiarità nel recente videoincontro a Romics 2026, accompagnato dal suo “canetto”, seguito da Patrizia Simonetti per VOCI.fm
Intervista a cura di Patrizia Simonetti
“All'inizio sono state fatte delle prove di doppiaggio con dei doppiatori veri, ma il risultato era terribile per me, un po' perché parlavano come in una serie normale però con i disegni miei e con la voce mia del mio personaggio e si sentiva molto lo stacco col “doppiaggese”. Io parlavo mangiandomi le parole, si sentiva il romano eccetera, quindi quella roba era molto strana in realtà, perché loro erano più bravi di me e si vedeva troppo. Allora Netflix ha accettato di fare una prova facendomi doppiare tutto e in realtà è andata bene…”

Zerocalcare ci racconta così del suo doppiaggio, cosa molto rara, di tutti i personaggi di “Due Spicci”. Beh, tutti tranne uno: a dare la voce all’Armadillo, coscienza del protagonista, anche questa volta è Valerio Mastandrea. Prodotta da Movimenti Production, parte di Banijay Kids & Family, in collaborazione con BAO Publishing, Due Spicci, su Netflix da mercoledì 27 maggio, è la terza serie d’animazione creata, scritta, diretta e, appunto, doppiata da Michele Rech in arte Zerocalcare, dopo “Strappare lungo i bordi” e “Questo mondo non mi renderà cattivo”, ed è un po’ quella che va a chiudere la trilogia, come ci ha spiegato lui stesso. La nuova serie vede dunque il ritorno dei personaggi storici del suo universo, in primis Zero, Cinghale e l’Armadillo. Racconta principalmente di Zero e Cinghiale che gestiscono un piccolo locale, ma problemi economici, incomprensioni e vite personali che si complicano più del dovuto, mettono entrambi sotto pressione. Il ritorno di una figura dal passato di Zero e responsabilità inattese faranno precipitare una situazione già fragile, costringendo tutti a confrontarsi con scelte difficili.

“Il tentativo che è stato fatto è quello di fare una cosa più complessa, anche come linguaggio narrativo - ha spiegato ancora Zerocalcare - “Strappare lungo bordi” era semplice in qualche modo, perché era fatto a micro episodi di 5 minuti l’uno, raggruppati in puntate da 15 minuti, e quindi uno riusciva a prendere un ritmo molto veloce. ‘Due Spicci’ è invece il tentativo di creare una storia orizzontale più complessa e più lunga e quindi io, ovviamente, mi cago sotto perché mi chiedo se siamo stati capaci di farlo’.






