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Toni Servillo: voce narrante di Zanna Bianca

"Sicuramente la voce è la porta attraverso la quale si entra nell’intimità di una persona perché la voce risuona della profondità nascosta di noi”. Parola di Toni Servillo, attore e doppiatore, che torna sul grande schermo come voce narrante di Zanna Bianca, al cinema da giovedì 11 Ottobre 2018. Ce ne parla, e ne parla con Toni Servillo, Patrizia Simonetti per VOCI.fm.

Ti piace la voce di questo podcast? Contatta subito la speaker Patrizia Simonetti

Avevamo già riconosciuto la sua voce in quella dell'Aviatore nel “Piccolo Principe” diretto da Mark Osborne e anche in quella della pantera Bagheera ne “Il libro della giungla” di Favreau, nonché nel narratore del corto di animazione francese “L'uomo che piantava gli alberi”, nella versione originale di Philippe Noiret. Toni Servillo torna al cinema solo con la sua voce in “Zanna Bianca” di Alexandre Espigàres che trasforma per la prima volta il romanzo di Jack London in un lungometraggio d’animazione.

Una voce narrante, la sua, che ascoltiamo all’inizio e alla fine del film, una nuova esperienza in sala di doppiaggio che Toni Servillo definisce così:
“Un piacere avere l’opportunità di poter partecipare a un film tratto da un romanzo che fa parte dei ricordi più belli della mia gioventù di lettore. Quando ho letto da ragazzo Zanna Bianca ho scoperto Jack London, quindi ho letto subito Il richiamo della foresta e poi il suo capolavoro che è Martin Eden, ed è esattamente quello che mi auguro partecipando a un film del genere: che i ragazzi possano scoprire dietro questo film un grande scrittore e che i nonni o i papà, le mamme accompagnino i figli raccontando chi è Jack London e regalandogli il libro. Siamo in presenza di un film tratto da un classico della letteratura e che in un mondo assediato dalle mode, come tutti i classici invece, si sottrae un po’ dalle mode e ci fa riflettere su delle cose che sono immutabili nella formazione di un ragazzo”.


Zanna Bianca è senza alcun dubbio uno dei libri più importanti della letteratura per ragazzi scritto da Jack London nel 1906 a raccontare di un piccolo lupo, con un quarto di sangue di cane, che vive nel bianco del Grande Nord fino ad essere adottato dalla tribù di Castoro Grigio assieme a sua madre, ex lupa da slitta del capo indiano, che però sarà poi costretto a cederlo ad un uomo senza cuore che gli farà conoscere il bastone per educarlo ai combattimenti tra cani. Zanna Bianca sarà però salvato ancora da una coppia di brave persone che questa volta gli insegneranno a controllare la sua aggressività e a trasformarsi nel loro migliore amico. Il film, un live action che strizza l’occhio al western, ripercorre abbastanza fedelmente quella che è stata la vita dura e di crescita del protagonista de llibro, metà cane e metà lupo, sempre combattuto tra le due nature tra le quali alla fine dovrà per forza scegliere, un romanzo di formazione canina, ma non solo, a tratti anche violento e molto duro, con l’accento su valori come l’integrazione, la lealtà, il coraggio, l’amore per gli animali. Non per niente Zanna Bianca sostiene L’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali, nel suo progetto di tutela e rieducazione per cani ex combattenti. Un film di animazione dove, a differenza di quasi tutti gli altri, gli animali non parlano:
“Si mantiene un rispetto per il mondo animale ma anche per il mondo naturale sacrale perché diverso e distinto da noi - commenta Toni Servillo - e proprio perché distinto dall’umano si raccontano poi gli incontri con l’umano nelle loro dimensioni affettuose e anche conflittuali. Cioè si fa un po’ di chiarezza in modo che il messaggio più bello che si offre al giovane spettatore è che la vita è un’avventura in un pianeta meraviglioso che noi attraversiamo con la consapevolezza di sapere che lui resta e noi non ci saremo più”.

Quanto è importante dunque la voce per un attore e quanta attenzione bisogna avere per usarla al meglio?
“Sicuramente la voce è la porta attraverso la quale si entra nell’intimità di una persona perché la voce risuona della profondità nascosta di noi, e poi perché la voce è lo strumento attraverso cui esprimere le parole – risponde Servillo - E se le parole sono chiare, precise, importanti, la responsabilità che si assume una voce è quella di restituire quell’importanza. Sapendo di leggere per dei ragazzini soprattutto tra i 6 e i 13 anni le parole di un grande scrittore, me ne sono assunto la responsabilità mettendo in quel caso soprattutto evidentemente a disposizione di questa espressione, la voce”.

Articolo a cura di Patrizia Simonetti