CIRO CLARIZIO, premio “Vocina del futuro” al GRAN GALA' DEL DOPPIAGGIO, su VOCI.fm
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Si chiama Ciro Clarizio, ha meno di 14 anni ma è già un piccolo-grande doppiatore. Sua, ad esempio, la voce del protagonista di “Adolescence”. Patrizia Simonetti lo ha incontrato per VOCI.fm al Gran Galà del Doppiaggio Romics 2025, Romics dove è stato premiato come “Vocina del futuro”.
Servizio a cura di Patrizia Simonetti
La sua passione è sempre stata il canto e ha cominciato a coltivarla sin da quando aveva quattro anni. Tutt’ora frequenta lezioni di canto all’Anfiteatro Academy di Latina con Luca Velletri, cantante e doppiatore in grandi produzioni Disney. Ed è stato proprio lui ad avvicinarlo al leggio, sia per il doppiaggio cantato che per il parlato. E va detto che Ciro Clarizio ha anche frequentato scuole di recitazione. Il suo “lavoro di lancio” è stato nel 2022 “Pinocchio” di Guillermo Del Toro in cui ha dato voce al protagonista. L’anno dopo è arrivata “La Sirenetta” Disney in live action dove ha doppiato il pesce Flounder e ha avuto l’occasione di cantare con Mahmood che ha esordito al doppiaggio dando voce al granchio Sebastian.

In questi giorni lo ascoltiamo su Netflix nella miniserie britannica “Adolescence” ideata da Jack Thorne e Stephen Graham e diretta da Philip Barantini: anche qui doppia il protagonista, un ragazzino di nome Jamie Miller accusato di aver ucciso una sua coetanea, ed è un ruolo decisamente molto impegnativo e toccante, sia per il giovane e bravissimo attore Owen Cooper che lo interpreta che per Ciro che lo doppia, sia l’uno che l’altro hanno superato la prova davvero alla perfezione. Del resto “il lavoro del doppiatore è proprio questo – ci spiega saggiamente – riuscire ad entrare anche nei personaggi molto lontani da sé. Ascoltando bene l’originale e vedendo anche la bravura dell’attore, sono riuscito ad acchiapparne un po’ di cose…”. Molto più leggera la sua interpretazione in Arf, emozionante film d’animazione dove il protagonista, doppiato da Ciro Clarizio, è un bambino in un paese in guerra cresciuto da un branco di randagi che non parla, ma abbaia come un cucciolo.
(Foto di Angelo Costanzo)






