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GRAN GALA' DEL DOPPIAGGIO ROMICS 2026: Mosè Singh e Andrea Marino su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

“Nel doppiaggio ciò che conta è il realismo della performance”. “Il doppiaggio è la possibilità di rimanere immortali”. Parole di Mosè Singh e Andrea Marino, che Patrizia Simonetti ha incontrato e videointervistato per VOCI.fm al Gran Galà del Doppiaggio svoltosi al Romics 2026.


Interviste a cura di Patrizia Simonetti


Tantissimi i premi consegnati nel corso della 21esima edizione del Gran Galà del Doppiaggio di Romics 2026. Oltre quelli alla Carriera di cui vi abbiamo già parlato, c’ stato anche, come sempre, il Premio Vittorio De Angelis andato a Stefano Benassi, voce italiana di Patrick Dempsey nel ruolo di Derek Shepherd in “Grey's Anatomy” e di Kyle MacLachlan che ha interpretato Dale Cooper in “Twin Peaks, sua anche la voce di Christoph Waltz in “Bastardi senza gloria” e in “Django Unchained”, oltre che nella saga di James Bond, mentre nel mondo dell’animazione ha dato voce, tra gli altri, al Re Agnarr nella saga di “Frozen”. A decretare i più meritevoli, una giuria di altissimo livello composta da Davide Capone, Vittorio Guerrieri, Roberto Gammino, Debora Magnaghi, Monica Ward, Giuppy Izzo, Silvia Pepitoni e Mosè Singh. Ed è stato proprio a lui che abbiamo chiesto: come si giudica un buon doppiatore? “Grazie all’insieme di tanti elementi - ha risposto Mosè Singh, torinese, classe 1997, che ha iniziato a 11 anni da teatro per poi passare poco dopo al doppiaggio – ma per me il più importante è il realismo che riesce a dare alla sua performance, perché il doppiaggio è una specializzazione del mestiere dell’attore ed è recitazione allo stato puro, per cui è importante riuscire a trasmettere corpo all’emozione che veicoliamo attraverso la voce. Ho avuto questo bellissimo privilegio di essere in giuria accanto a colleghi strepitosi, voci che hanno fatto la storia del nostro mestiere e questo mi rende orgoglioso e felice”. E a proposito di intelligenza artificiale: “sarà sempre e solo una pallida imitazione di quella umana” dichiara.

Particolarmente orgoglioso della sua direzione del doppiaggio della serie TV anime “Le bizzarre avventure di JoJo” tratta dall'omonimo manga di Hirohiko Araki, mentre il doppiaggio che l’ha più toccato emotivamente è stato quello di Ivar nella serie Vikings: “personaggio complesso e frustrato dal punto di vista psicologico – ci rivela - abile nella strategia ma disabile nell’uso delle gambe”. Sua anche la voce di Denji in “Chainsaw Man”, Zen'itsu in “Demon Slayer”, Freddie in “iCarly”, Vegeta bambino in “Dragon Ball”. Al Gran Galà del Doppiaggio abbiamo incontrato anche Andrea Marino, doppiatore italiano nato a Catania conosciuto anche come Andrea "Seth" Marino, mentre sul web come content creator è noto come Rave Tube. Sua la voce di tanti personaggi di serie animate e di videogiochi come Kaigaku in “Demon Slayer: Il Castello dell'Infinito”, Quilge Opie in “Bleach: Thousand-Year Blood Ware e Mr.Basy nel videogioco “Bye Sweet Carole”. Il suo doppiaggio del cuore è però quello di Pierre-Yves Cardinal nel ruolo di Sylvain nel film del 2023 “La natura dell’amore” di Monia Chokri, primo suo ruolo da protagonista nel cinema. Mentre quello più complesso è stato il doppiaggio del ranocchietto Mr. Frohicky in “LEGO Ninjago” diretto da un tostissimo Gianni Bersanetti. E se gli chiedi cos’è per lui il doppiaggio, ti risponde così: “la possibilità di rimanere immortale, perché la mia voce è un eredità artistica, io posso smettere di vivere, quello che ho creato rimane, e spero possa crescere nelle generazioni e nel tempo”.

(Foto di Angelo Costanzo)



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