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L'attore FRANCESCO MONTANARI su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

“La voce è energia che va, è autentica e onesta”. Parola di Francesco Montanari, attore di cinema, TV, teatro, ‘incisore’ di audiolibri, monologhista e protagonista di “Un futuro aprile”, in onda giovedì 21 maggio su Rai1. Patrizia Simonetti lo ha videointervistato per VOCI.fm

Intervista a cura di Patrizia Simonetti


“La voce è energia che va, è autentica, onesta. Il mio maestro di voce diceva ‘la voce è nell’orecchio di chi ascolta’, il che vuol dire che devi aver chiaro ciò che vuoi dire e perché lo dici”. Ce lo racconta Francesco Montanari che ha una voce profonda che usa in mille modi: come attore in primis, come lettore di audiolibri, e non solo. Ha avuto anche esperienza di radio che, ci rivela, ripeterebbe volentieri: nel 2016 ha infatti condotto il programma “Happy Hour” su Rai Radio 2 assieme ad Alessandro Bardani. “Su un palcoscenico - ci dice l’attore romano - se tu non suoni, non accade niente, se non traduci in un suono ciò che devi comunicare, non funzioni. Nella lettura devi sempre capire che stai leggendo qualcosa a qualcuno, non lo stai leggendo per te. Leggere ad alta voce fa bene, io lo faccio sempre, per la gioia di mia moglie...”

Lo scorso marzo Francesco Montanari si è esibito a Bruxelles nel suggestivo monologo teatrale “Povero Cristo” scritto da Davide Sacco per le ragazze e i ragazzi partecipanti al progetto “A spasso con ABC Un altro Sguardo” nell’ambito dei Progetti Scuola ABC. E giovedì 21 maggio 2026 lo vedremo in prima serata su Rai 1 protagonista del film “Un futuro aprile” nel ruolo del magistrato Carlo Palermo, scampato all’attentato di Cosa Nostra del 2 aprile 1985 a Pizzolungo, nel trapanese, nel quale, invece, sono morti una donna, Barbara Rizzo, e i suoi due gemelli di 7 anni, saltati in aria con l’auto di famiglia.

Il film, diretto da Graziano Diana, racconta del suo eterno senso di colpa e del suo rapporto negli anni con Margherita Asta (Ludovica Ciaschetti), la figlia undicenne di Barbara Rizzo, salvatasi perché era andata a scuola con una compagna. E di suo padre Nunzio (Peppino Mazzotta), vedovo di Barbara, che non smise mai di seguire le indagini della procura, passando poi, in vecchiaia, il testimone a Margherita, che non si arrese fino alla condanna dei mandanti di quell’attentato. Solo allora decise di incontrare Carlo Palermo.

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