Christian Iansante e sua figlia Luna su VOCI.fm
ARTICOLO
Ha doppiato i più grandi attori della sua generazione, da Ewan McGregor in “Trainspotting” che nel 1996 gli ha dato la grande popolarità anche grazie all’indimenticabile monologo del protagonista Mark Renton, fino a Bradley Cooper cui ormai presta la sua voce da vent’anni. Parliamo di Christian Iansante che Patrizia Simonetti ha incontrato per VOCI.fm al Teatro Belli di Roma dove è stato ospite de “Il Doppiattore”, un’occasione per parlare di doppiaggio anche con sua figlia Luna, che lavora al leggio già da otto anni.
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Luna e Christian Iansante per VOCI.fm, benvenuti!
L&C: Ciao!
Allora Christian, hai doppiato praticamente i più grandi, tra cui Johnny Depp e Matt Demon; sei in tutte le serie tv perché sei ovunque, come “Law & Order” e “The Walking Dead”. A proposito di quest'ultima, ho letto che sei contento che sia finita!
No, no, non mi frega niente nel senso che io non amo quel genere! L'ho detta una volta questa cosa, scherzosamente, ma è stata presa male da alcuni fan e allora io ci ho inzuppato un po' il pane, ho detto “ragazzi, se voi non capite che un doppiatore quando diventa spettatore è libero di esprimere un parere onesto in merito al prodotto, alla qualità del prodotto o dell'attore...”. Io quando vedo gli zombie rido! Questa cosa è stata presa male perché è un paese di ipocriti, tante volte mi sono sentito dire “ma sì che hai ragione, però non devi dirlo”, ho capito, ma se ho ragione perché non dovrei dirlo? “Devi dire alla gente quello che vuole sentirsi dire!”, ma io non sono così. Detto ciò sì ho doppiato i più grandi attori della mia generazione, Depp e Damon li ho doppiati una sola volta, in compenso negli ultimi dieci anni ho doppiato in ventuno film Bradley Cooper, che nel frattempo è diventato una star hollywoodiana; quando lo feci io nel primo “Una notte da leoni” era un attore che sì aveva fatto altri lavori, ma il suo destino era incerto; oggi è diventato una star e sono contento di essere legato a un attore in particolare.
Per fare tutto ciò non basta una bella voce, giusto?
No, io penso che la voce non c'entri nulla. Se poi uno è bello ed è un primo attore, a tutto tondo, si cerca di mettergli una bella voce, ma c'è da dire che a volte le persone confondono le frequenze della voce con la buona dizione, l'eleganza, ma soprattutto la personalità; io dico sempre: in un film uno è bello se c'è il bello, tutti gli altri sono normali. Non sono i suoni la cosa importante, ma le emozioni. Non pensano che ci chiamiamo “doppiattori” come nello spettacolo di stasera, non ci chiamiamo “doppie voci”, ma se c'è un doppio attore c'è evidentemente un attore, non c'è un suono e basta.
C'è anche tua figlia Luna qui con te! Tu hai un'accademia del doppiaggio quindi ti piace che crescano altri doppiatori come lei; nel suo caso com'è successo?
È accaduto come accade per tante situazioni analoghe alla nostra, in cui il padre fa un mestiere che sia doppiatore, fonico, o assistente. Luna secondo me se la cava, lo fa da otto anni e adesso ha vinto anche un importante provino come attrice per una lunga serie Mediaset, che la impegnerà fino ad agosto. Io credo che sia necessario dare ai giovani una chance; chi non lo fa e chiude le sale secondo me è un idiota un po' perché le chiude ai propri figli, e un po' perché non riesce a capire che un ricambio generazionale è necessario, non possiamo continuare noi a fare i trentenni, no? Quindi per forza bisogna immaginare un futuro dove ci saranno dei nuovi giovani e non credo che debbano essere solo Luna Miriam piuttosto che altri figli d'arte; io che non sono figlio d'arte non avrei avuto alcuna possibilità se non me l'avessero data, quindi Luna fa questo lavoro e ha avuto la fortuna di poterlo cominciare da bambina perché figlia di uno dell'ambiente e soprattutto perché di Roma, perché una ragazzina di Perugia o di Pescara (come me), piuttosto che di Firenze, difficilmente la porterebbero a Roma a fare i turni di doppiaggio. Ha avuto questa fortuna, ciò non significa che se fra dieci anni arriva una bravissima ragazza ad esempio di Genova che le porta via un ruolo lei non dovrà accettarlo, semmai il contrario, perché è giusto che sia così.
Luna, che cos'è il doppiaggio per te? Cosa stai facendo e cosa pensi di fare?
Il doppiaggio a me piace molto, ho cominciato da piccola e spero di continuarlo; la maggior parte delle cose che sto facendo sono serie animate o comunque serie di Disney Channel, perché ovviamente i film capitano molto meno frequentemente delle serie.
Senti, com'è papà? Christian, le hai insegnato tu o no, meglio un estraneo, l'esperienza diretta?
In realtà all'epoca in cui ha cominciato, quando aveva nove anni – adesso fra un mese ne fa sedici – dei miei colleghi che sono anche dei fratelli e degli amici, e che sono Rossella Acerbo, Massimo De Ambrosis, Simone Mori e Tiziana Avarista, facevano un corso per bambini; il corso che invece faccio io con Roberto Pedicini non è per bambini, i partecipanti devono avere almeno sedici anni perché noi vogliamo cazziare e invece coi bambini devi avere un'altra tecnica, conoscere la pedagogia. Quindi no, non le ho insegnato io il mestiere, e ti dirò che negli anni non l'ho neanche mai sponsorizzata, al massimo l'ho segnalata un paio di volte, perché penso che se la debba cavare da sola, ma in realtà quando un bambino funziona si sparge la voce e la gente lo chiama, questa è la verità; quando invece hai venticinque anni e ti devi inserire è tutto più complicato perché ce ne sono tanti, tra cui quelli che come lei hanno iniziato da ragazzini e quelli che si sono inseriti già da tre, quattro anni, o quelli come te che non si sono inseriti ma sono proprio tanti! Mentre i bambini che funzionano sono veramente pochi, io negli anni ho sentito situazioni di ragazzini che ahimé, Dio li aiuti: accenti romani terrificanti e cose simili; purtroppo non ci stanno e quindi bisogna stare lì con pazienza per acchiappare la battuta buona, che però magari viene ripetuta quaranta volte.
La curate la vostra voce?
L: Io no.
C: Qualche volta la mattina, quando mi sento raffreddato o so che devo fare un personaggio che urla, mi faccio cinque minuti di vocalizzi mentre sono in moto o sullo scooter, tanto col casco non mi sente nessuno; è l'unica cosa che faccio, per il resto no.
Quindi se incontriamo un pazzo per la strada che urla da solo in moto sei tu!
C: Ah, col vocalizzo non urlo, semmai urlo spesso al telefono con le società di doppiaggio per svariate ragioni, quindi se incontrate uno che sbraccia e urla per Roma probabilmente sono io. Sono Christian Iansante, un saluto e un abbraccio a tutti coloro che seguono VOCI.fm!
L: Io sono Luna e vi mando un bacio, ciao!.
Christian Iansante, nato a Thal nel 1965, e Luna Miriam Iansante, nata a Roma nel 2003, sono doppiatori e attori italiani. Tra i volti più noti a cui ha prestato voce Christian, figurano Bradley Cooper, Jeremy Renner, Sam Rockwell, Christian Bale, Christian Slater, Ewan McGregor, Guy Pearce, Patrick Wilson, Ben Stiller, Paul Bettany e Colin Farrell. Luna è nota come voce di Raffey Cassidy in “Il sacrificio del cervo sacro”, Ella Purnell in “Maleficent”, e come voce dei personaggi di Nafisa in “Ralph Spacca Internet” e di Meg in “Inside Out”.






