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Riccardo Rossi su Voci.fm dal "Festival della Voce 2024"

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

A “Voci tra le Onde”, Patrizia Simonetti ha fatto anche una lunga e interessante chiacchierata con Riccardo Rossi, insignito del Premio Manlio De Angelis alla personalità del doppiaggio, parlando di voce, ricordi, emozioni e Intelligenza Artificiale.

Servizio a cura di Patrizia Simonetti


Ha doppiato Adam Sander, Christian Bale, Jhonny Depp, Matt Damon e molte altre star del cinema, ma se gli chiedi il doppiaggio che ricorda con più piacere, ti risponde: “Mark Ruffalo in ‘Povere Creature’, l’ultimo film in cui ho lavorato dove si parla di inclusività e della condizione della donna”. Pur senza dimenticare, ovviamente, “C’era una volta in America” di Sergio Leone dove ha dato voce a Scott Tiler nel ruolo del protagonista Noodles da ragazzo, interpretato poi da adulto da Robert De Niro doppiato da Ferruccio Amendola. E come direttore, la serie “Big Little Lies” con Nicole Kidman.

Abbiamo incontrato Riccardo Rossi a “Voci tra le Onde”, la serata di premiazione del “Festival della Voce” svoltosi a Napoli, organizzato da Vix Vocal e con la partnership di VOCI.fm e lo sponsor Voxyl Voce Gola (integratore alimentare a base di erisimo, ingrediente di origine naturale per il tono della voce) dove ha ricevuto il Premio Manlio De Angelis alla personalità del doppiaggio. “Manlio De Angelis è stato un grande direttore di doppiaggio ed è stato anche un grande amico per me – ci ha rivelato nella nostra video intervista - Eleonora de Angelis mi ha fatto questa grande cortesia di premiarmi con un riconoscimento dedicato al padre, un grande onore per me e una cosa molto toccante perché abbiamo condiviso tantissimi momenti di lavoro e di vita. Abbiamo lavorato tanto insieme e lui mi ha dato l’opportunità di fare tantissime belle cose. Sono proprio emozionato di ricevere questo premio…”

alla “personalità” del doppiaggio non è un riconoscimento generico, ma molto preciso: vuol dire che “dobbiamo sempre ridare quello che ci è stato dato – ci spiega Riccardo Rossi - Noi doppiatori facciamo un’interpretazione di quello che è già stato fatto, però dobbiamo ridare quella energia, quella forza e quella emozione che ci è stata data dall’attore che doppiamo. Il massimo del doppiaggio sarebbe la conformità, cioè, fare esattamente ciò che ha fatto l’attore sullo schermo, ma senza farne un’imitazione. Siamo a metà tra artigiani e artisti”.

Nella nostra chiacchierata, abbiamo anche parlato di Intelligenza Artificiale che molti, nel suo campo, e non solo, vedono come una minaccia, ed ecco, a tal proposito, il Riccardo Rossi pensiero: “Il mondo va avanti, sarà un problema che affronteremo e che affronteranno soprattutto i ragazzi che arrivano a questo mestiere. E che il mondo intero dovrà affrontare, non soltanto noi. Nel nostro lavoro credo che molte cose saranno sostituite dall’intelligenza artificiale, soprattutto in prodotti di bassa fascia, però ci sono dei prodotti di nicchia che per me sono insostituibili: quando si parla di emozioni, ancora l’intelligenza artificiale non ce la fa e restituirle”.

(Foto di Angelo Costanzo)

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