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Come affermare un marchio radiofonico: Alfredo Porcaro su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

“Sento le Voci” con Marco Picchio su VOCI.fm RADIO, presenta una serie di incontri con il CEO di “Consulenza Radiofonica”: Alfredo Porcaro. Ogni giovedì, tra le 12:00 e le 13:00 (replica alle 18:00), verrà trattato un argomento di grande utilità e interesse per tutti coloro che lavorano nel mondo broadcast. Oggi parliamo del MARCHIO di un'emittente: le regole di base per affermarlo! 

Intervista realizzata da Marco Picchio



Il minimo comune denominatore per affermare il proprio marchio radiofonico è racchiuso in una sola ed importante parola: qualità.

Per puntare all’affermazione di un marchio radiofonico, infatti, bisogna essere qualitativamente appetibili, praticamente su tutto. 

  • Partiamo dall’audio: creare prodotti come jingle e liner che siano qualitativamente originali e in grado di identificare perfettamente la nostra radio è fondamentale. Evitiamo i prodotti “fatti in casa”, meglio affidarsi a dei professionisti della produzione audio. In Italia ed all’estero ci sono tantissimi studi che realizzano in modo originale e professionale spot, station-break e tutto quello di cui ha bisogno una radio. Ma qualità audio è anche "pulizia del suono", sia sulle frequenze che sullo streaming. Perché è fondamentale questo? Perché se la nostra radio non si sente bene l'ascoltatore sarà portato a fare la cosa che dobbiamo sempre evitare: cambiare stazione. Quindi la pulizia del suono è un parametro importante anche per la fidelizzazione. 

  • Scelta musicale: bisogna puntare sull'originalità del format musicale. 

  • Presenza sul territorio: siate sempre al centro della scena, fatevi trovare e fatevi notare. Eventi dal vivo e manifestazioni sono un bene per la radio, che ha bisogno di farsi vedere anche per aumentare gli ascolti. Create collaborazioni con altri media locali: le partnership sono fondamentali. La visibilità del proprio marchio paga nel lungo termine. Perché è vero che la radio fa sognare con l'immaginazione ma farla vedere dal vivo porta visibilità del marchio che si tramuta in un aumento d’ascolto. 

  • Qualità dei collaboratori. Prima di scegliere un collaboratore dobbiamo chiederci: “che livello di professionalità vogliamo da chi lavora per noi?” Perché questo? La radio può essere un hobby, un secondo lavoro o il lavoro della vita di una persona. Ovviamente tutto questo modula anche i compensi. In base a questa “classifica” ricerchiamo i nostri collaboratori. Attenzione non c’è nulla di male a fare la radio per puro hobby o passione o come ripiego nel fine settimana, ma per avere un professionista dobbiamo essere pronti ad investire.

     

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