Skip to main content

La differenza tra tono e volume

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

Ciao a tutti, mi chiamo Bruno Caricchia e sono uno speaker-doppiatore pubblicitario: “NON SOLO DOPPIAGGIO” è il mio podcast, in cui cerco di fornire consigli e trucchi per parlare bene. 

a cura di Bruno Caricchia



Oggi voglio spiegare la differenza che intercorre tra il “tono” e il “volume”, perché molto spesso queste due caratteristiche, o per meglio dire, questi elementi della voce, si confondono. Partiamo col citarne i significati. Per volume si intende l'intensità d'aria che emettiamo quando parliamo, per tono invece si intendono le note musicali che andiamo a toccare quando stiamo parlando. Ora, volendo partire dal tono, noi possiamo avere un tono alto ma con un volume basso.

Con quale tipo di esercizio? Molto semplicemente dovremo far finta di simulare di essere all'interno di una stanza e immaginare che ci sia una persona che sta dormendo nel letto e oltre quel letto, abbiamo una persona sveglia con la quale vogliamo interloquire. 
Un altro esercizio utile per migliorare il nostro range tonale è quello di esercitarsi letteralmente con la scala musicale ed allargare così le note da riuscire a toccare oppure fare degli esercizi più pratici, chiamati “scalette tonali”.

Si tratta semplicemente di frasi brevi che faremo partendo da una tonalità alta, fino a chiudere con una nota bassa.
Il volume invece, come abbiamo detto, non è altro che l'emissione d'aria che noi produciamo e che dobbiamo imparare a gestire. Come? Far finta di parlare ad una platea, e quindi usare la metodologia inversa rispetto al tono. Cioè, come si usa dire in gergo tecnico, “portando la voce”. La simulazione di parlare ad una platea ci aiuta di default ad alzare di più il volume perché vogliamo essere sicuri che chiunque è presente, ci ascolti chiaramente.


Condividi su:

Guarda anche...