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La voce di Whitney Houston su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

La voce di Whitney Houston è protagonista della rubrica "BIG VOICE PODCAST", in cui VOCI.fm racconta i grandi miti della musica dal punto di vista della "voce", della sua evoluzione e delle sue peculiarità. Un appuntamento in onda anche su VOCI.fm RADIO in "BIG VOICE COMPILATION". Buon ascolto.

Lettura del podcast a cura di Ermanna Mandelli



La chiamavano “la voce”, perché la parola “cantante” non era abbastanza per definirla: Whitney Houston, indimenticabile e maestosa. La sua carriera comincia molto presto: all'età di quattordici anni, fresca di educazione gospel, aveva già attirato le attenzioni di musicisti e discografici, iniziando a firmare i primi contratti: tutti avevano ben capito che la voce di quella giovanissima ragazza avrebbe cambiato la storia, e tutti la volevano. Nonostante girino voci che avesse un range di cinque ottave, Whitney Houston in realtà arrivava a tre ottave, una mezzo soprano dotata di una voce scura e metallica ma al contempo calda e intensa.

Possedeva una tecnica raffinata che sfruttava alla perfezione, dosando la potenza del suo belting con intelligenza. La sua voce era importante ma non pesante, con un suono ampio e arioso. Era una delle cantanti più brave nell'utilizzo del melisma, una tecnica in cui il canto di una sola vocale viene eseguito su più note diverse, al punto tale che oggi, moltissimi cercano ancora di imitarla, senza successo. Sapeva gestire alla perfezione il respiro, riuscendo a sostenere passaggi estesi senza fatica, giocando con la propria voce e utilizzandola per creare figure ritmiche ed effetti sonori; inoltre eseguiva growl e urla tramite la gola e senza gravare sulle corde vocali, tecnica che ha mantenuto la sua voce sana per molti anni.



Una voce fluida, piena anche nelle note basse, sempre ben supportate dal diaframma, e una voce di testa caratterizzata da grande fluidità e volume, per non parlare del suo vibrato ben sviluppato e controllato, dai toni vellutati ed eleganti. Whitney Houston sceglieva di pronunciare certe parole in modo da risparmiare il fiato per poterlo usare sulle note più lunghe, come la parola “love” che in molti brani faceva diventare “luv”. La sua eleganza era il frutto dell'unione tra voce celestiale e controllo vocale: l'emozione delle sue canzoni non era un'esplosione esagerata e arrogante, ma un volo che sapeva coinvolgere chiunque. Whitney Houston ci lascia nel febbraio 2012, a soli 48 anni, restando per sempre, per tutto il mondo, l'iconica “regina del pop”. 

Articolo realizzato da Francesca Pellegrini
 


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