Skip to main content

La voce di Bono Vox su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

Su VOCI.fm parliamo anche delle grandi voci della musica, delle caratteristiche vocali di questi artisti unici, capaci di lasciare un segno indelebile nella storia. Oggi è la volta di Bono Vox, leader degli U2.

Lettura del podcast a cura di Federica Sassaroli



È il 1974 quando un giovane ragazzo viene soprannominato per la prima volta dagli amici “Bono Vox”, ovvero “bella voce”: quel ragazzo si chiamava Paul David Hewson e non avrebbe mai immaginato di diventare in pochi anni un'autentica icona della musica internazionale. Nato a Dublino nel 1960, Bono Vox affronta da adolescente la perdita della madre, a cui avrebbe successivamente dedicato varie canzoni.

In quel periodo impara a suonare la chitarra e si dedica al canto, influenzato da artisti come Beatles, Clash e Patty Smith; nel 1976 risponde insieme ad altri ragazzi al volantino del batterista Larry Mullen, che cercava compagni per formare una band: fu così che nacquero gli U2. La voce di Bono ha reso immortali brani che ancora oggi sono pietre miliari dell'alternative rock: “Sunday Bloody Sunday” o “With or Without You”, solo per citare due esempi. È indubbio che il successo della band sia legato alla sinergia tra i vari membri, ma qui su VOCI.fm ci piace soffermarci soprattutto sull'aspetto vocale e Bono Vox è la prova vivente che spesso non serve una tecnica “impeccabile” per lasciare il segno.



Si può notare come nel corso degli anni la sua voce si sia assottigliata e abbia acquisito una certa nasalità, che va ancora di più ad enfatizzare quella tendenza innata di Bono ad estendere il proprio range dal basso verso l'alto con sforzo, spesso senza vie di mezzo tra gli estremi, a volte sfociando in sonorità quasi urlate. Paradossalmente, questo difetto lo ha reso unico ed identificabile, seducente e graffiante, in grado di comunicare con i propri brani energia ed emozione, in studio e dal vivo. Bono Vox non si risparmia e ancora oggi si dedica alla musica a pieno ritmo, riadattando la propria tecnica alle mutazioni inevitabili dovute al tempo. Perché prima di essere un grande talento, Bono Vox è un “testardo irlandese” che possiamo solo ammirare... ed applaudire. 

Articolo realizzato da Francesca Pellegrini
 


Condividi su:

Guarda anche...