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La voce di Freddy Mercury su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

Su VOCI.fm parliamo anche dei “BIG” della musica, delle caratteristiche vocali di questi grandi artisti, capaci di lasciare un segno indelebile nella storia. Oggi è la volta di Freddie Mercury.

Lettura podcast a cura di Annalisa Platania



Freddie Mercury: un nome che non ha bisogno di presentazioni e che ancora oggi detiene un posto speciale nel cuore delle persone. Nato a Zanzibar ma cresciuto nell'Inghilterra degli anni Sessanta, si mosse tra Londra e Liverpool inseguendo il sogno che la scena musicale dell'epoca aveva instillato in lui e fu così che nacquero i Queen, una delle band rock per eccellenza. E ancora più un'eccellenza è da considerare la voce di Freddie Mercury, che tanti studiosi hanno cercato di classificare: c'è chi lo definisce un tenore, chi un baritono, ma in realtà la sua voce è troppo particolare e nessuno è mai riuscito a svelarne il segreto. Con ben quattro ottave di range vocale, Freddie Mercury ha mostrato negli anni di possedere potenza, intensità, pulizia e meravigliose imperfezioni.

Esercitava con facilità il belting nelle note più alte e possedeva un vibrato insolitamente veloce, dalla modulazione irregolare, che dava alla sua voce un'impronta unica. Un vibrato raggiunto grazie all'utilizzo aggiuntivo di due membrane mucose che tutti possediamo appena sopra le corde vocali; stimolando queste “false corde vocali” Freddie Mercury creava il famoso ringhio che troviamo in molti passaggi dei suoi brani più famosi. Negli anni, per problemi di salute, fu costretto a toccare con più morbidezza le note più alte delle sue canzoni, e in generale ad evitare il falsetto. Solo quando registrava in studio si permetteva di osare e in ogni caso la sua personalità ha sempre compensato questi problemi, soprattutto nei live, che erano ogni volta un'esperienza unica non solo dal punto di vista vocale e sonoro, ma anche da quello visivo.



Freddie Mercury applicava la propria personalità da palcoscenico ad ogni aspetto della sua musica e questo si riflette nel suo modo di cantare: sempre ai limiti, anche quando era faticoso e persino pericoloso; a sentirlo non si direbbe, perché la sua voce sembra destreggiarsi elastica da una tonalità all'altra, ma quasi tutti i suoi brani rappresentano una sfida enorme per qualsiasi cantante. Non che questo abbia impedito a Freddie Mercury di dare il massimo anche nel tardo periodo della sua carriera, fermandosi solo per obbligo della malattia.

È ancora commovente ascoltare brani come “The Show Must Go On”, il culmine di una carriera che non avrebbe dovuto fermarsi così, di colpo, privandoci di quello che Roger Daltrey degli “Who” descrisse come “il miglior virtuoso del rock'n'roll di sempre”. Freddie Mercury ci lascia il 24 novembre del 1991, ma ancora oggi lo ricordiamo: come cantante, come persona e come colui che con la propria ambizione e il proprio talento ha ridefinito il rock su larga scala, il rock da arena, il rock delle leggende.

Articolo realizzato da Francesca Pellegrini
 


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