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La voce di Michael Jackson su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

La voce di Michael Jackson è protagonista della rubrica "BIG VOICE PODCAST", in cui VOCI.fm racconta i grandi miti della musica dal punto di vista della "voce", della sua evoluzione e delle sue peculiarità. Un appuntamento in onda anche su VOCI.fm RADIO in "BIG VOICE COMPILATION". Buon ascolto.

Lettura podcast a cura di Francesca Faggella



C'è un titolo che spetta di diritto soltanto a Michael Jackson: è quello di “Re del Pop”. Artista a tutto tondo, ballerino e innovatore, protagonista del più grande successo commerciale di sempre, tuttora considerato un'intramontabile gloria.
Nato nel 1958 a Gary, Indiana, venne obbligato dal padre, insieme ai suoi fratelli, a dedicarsi senza tregua alla musica; nonostante questa imposizione, a tratti una vera e propria forzatura, il suo rapporto con l'arte non si è mai avvelenato, al punto che dopo i primi successi con la band formata insieme alla famiglia, i “Jackson Five”, Michael Jackson accettò ben volentieri un contratto anche come solista, con la nota etichetta “Motown”.

Il suo secondo album, il celebre “Thriller”, segnò il punto di svolta, e da allora Michael Jackson divenne una delle stelle di punta del pop mondiale. Il segreto del suo successo non sta solo nel sound fresco e variopinto e nelle sue innovative forme di ballo come il noto “moonwalking”, ma principalmente nella sua voce unica e particolarissima. Con un range di ben quattro ottave, il timbro di Michael Jackson si può etichettare come “tenore leggero”, che possiamo ben notare nella sua voce sempre giovanile, quasi infantile. Non era dotato di una potenza elevata, quindi reggere a lungo le note lo costringeva a grande sforzi, che sapeva compensare con una buona tecnica per mantenere agilità ed elasticità e che gli permetteva di eseguire riff complessi, diventati poi iconici.



Era capace di un falsetto eccellente, caldo e ben sostenuto soprattutto se paragonato ad altri cantanti maschili; inoltre sapeva gestire un perfetto “staccato”, come possiamo ascoltare in “Smooth Criminal”. Un'altra particolarità della voce di Michael Jackson erano i suoi singhiozzi, gli ululati, i suoni caratteristici che aggiungeva ad ogni interpretazione per dare più ritmo alle proprie canzoni, come se la voce stessa fosse un vero e proprio strumento musicale. Michael Jackson sapeva eseguire alla perfezione non solo brani accattivanti e aggressivi, ma anche ballate romantiche e sensuali. Le sue note basse erano fumose e vellutate mentre, salendo nel range, la sua voce acquisiva una capacità quasi mimetica, che gli permetteva di adottare diversi timbri e tonalità, dal morbido all'acuto, dimostrando una versatilità pari a quella dei suoi passi di danza. Michael Jackson ci ha lasciati nel 2009 all'età di soli 50 anni, ma se l'uomo è mortale, l'artista è eterno. Michael Jackson ne è, e per sempre resterà, la prova più evidente. 

Articolo realizzato da Francesca Pellegrini
 


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