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"I love Radio Rock": il sogno dirompente di una radio pirata

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

"Cinema FM" è la nuova rubrica del #sitodellevoci in cui Prisca Civitenga ci racconta come la radio è vista nei film. Da sempre affascinata dal binomio Cinema-Radio Prisca ci parla oggi di "I love Radio Rock", film cult del 2009 per la regia di Richard Curtis.

Articolo realizzato da Prisca Civitenga



Cinema e radio, un binomio che mi ha sempre affascinato. Vi racconterò come la radio è vista nei film, l'hanno descritta registi come Barry Levinson, Woody Allen, Oliver Stone, Robert Altman, Jonathan Demme e tra gli italiani Marco Tullio Giordana, Guido Chiesa e ovviamente Luciano Ligabue. Come primo titolo ho scelto un film a cui sono molto affezionata: “I love Radio Rock”, del 2009, vorrei fossero di buon augurio quel suo spirito dirompente ed esaltante, quell'energia, il ritmo incessante, l'ironia e la voglia di libertà che sprigiona ad ogni inquadratura. C'è tanta musica nel film e soprattutto ci sono le voci dei dj che continuano a risuonare nella testa per giorni. Alla regia quel geniaccio di Richard Curtis, sceneggiatore di cult come “Quattro matrimoni e un funerale”, “Notting Hill” e “Il diario di Bridget Jones”. Curtis riesce ad amalgamare un cast eccezionale e dal grande carisma che comprende Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy, Nick Frost, Kenneth Branagh ed Emma Thompson in una commedia scanzonata, dall'accurata ricostruzione storica con vinili, nastri, microfoni e mixer d'annata, condita da immagini sgranate dal sapore vintage.

Il film inizia con un medley di noiose trasmissioni radiofoniche, siamo nel 1966, al tempo della Swinging London e del grande rock britannico, ma la BBC, che opera in monopolio, quasi ignora la musica leggera. Poi una doccia fredda: la voce provocatoria del Conte annuncia il programma serale di “Radio Rock” e sulle note di “All day and all the night”dei Kinks scopriamo che esistono le radio pirata, navi ancorate nelle acque internazionali del Mare del Nord che trasmettono ininterrottamente rock e pop. Il regista prende spunto dalla storia vera di “Radio Caroline”, la prima radio corsara britannica fondata dal visionario Ronan O'Rhilly nel 1964, e molti dei personaggi si basano su persone realmente esistite, a partire proprio dal Conte, interpretato da Philip Seymour Hoffman e ispirato al mitico dj Emperor Rosko. Il filo narrativo è tenuto da Carl (Tom Sturridge), ragazzo espulso da scuola e mandato a trascorrere del tempo con il padrino Quentin (Bill Nighy), il capo di “Radio Rock”. A bordo della "nave che rockeggia" (“The Boat that rocked” è il titolo originale del film), Carl scoprirà se stesso all'insegna del famoso motto “sesso droga e rock & roll”.



Intanto sulla terraferma lo spietato ministro Alistair Dormandy (Kenneth Branagh) e il suo ambizioso collaboratore Dominic Pirlott (Jack Davenport) lottano per chiudere le radio libere. Una battaglia legale messa in scena in modo sarcastico ed esilarante. Fondamentale nel film, non poteva che essere così, la colonna sonora che scandisce il ritmo ed esalta il tono, con canzoni che hanno fatto la storia di The Who, Cream, The Beach Boys, Jimi Hendrix, Otis Redding, The Rolling Stones, Jeff Beck, per finire con la più recente “Let's Dance” di David Bowie, un auspicio per il futuro. A mio parere, però, la parte più interessante del film è il lavoro sulle voci degli attori chiamati ad interpretare gli eroici dj, e qui bisogna lodare anche il cast di doppiatori italiani, iniziando dal versatile Francesco Pannofino che affianca Philip Seymour Hoffman nel ruolo del Conte, sono sue le prime parole del film, con quella voce calda, energica e accattivante avvinghia subito lo spettatore.

Memorabili le sfide al microfono con l'altro conduttore di punta Gavin, Rhys Ifans doppiato dal compianto Gaetano Varcasia, elegante, provocante e sexy, che ricorda Brian Jones dei Rolling Stones. Peccato che nella versione italiana si perda l'accento americano del Conte. Francesco Pezzulli, invece, voce del comico “Simple” Simon (Chris O'Dowd) se la cava bene con quel cambio di tono necessario quando si vive un dramma personale ma si deve far ridere al microfono. Alessandro Quarta è alle prese con lo svampito Kevin "il tardo" (Tom Brook), mentre Lorenzo Accolla è l'enigmatico Mark “Mr. Midnight” (Tom Wisdom) che ha un segreto: parlare il meno possibile. Nel team di doppiaggio troviamo anche Roberta Greganti, Maurizio Fiorentini e Francesco Prando. Signore e signori, che sia in inglese o in italiano questo è un film tutto da ascoltare! Ritroverete, con un pizzico di nostalgia, l'entusiasmo giovanile, la trasgressione dell'amore libero e la voglia di cambiare il mondo. E la vera Radio Caroline? E' ancora viva e continua a navigare, ma sul web. Rock & roll never dies baby!

Articolo a cura di Prisca Civitenga
 

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