La voce di Giuni Russo su VOCI.fm
ARTICOLO
“Golden Voices”: una storia, una voce, è il podcast che si occupa di raccontare tutto ciò che si cela nelle timbriche vocali dei personaggi più iconici dei fantastici anni 80. La protagonista di questo episodio è Giuni Russo.
Podcast a cura di Emiliano Pinacoli
Giuni Russo è stata uno dei talenti vocali più stupefacenti e rari che si sono affacciati nel corso degli anni nello scenario musicale pop italiano, grazie alla sua voce che arriva a raggiungere quasi cinque ottave. Nasce a Palermo il 7 settembre 1951, il suo vero nome è Giuseppa Romeo e cresce in un ambiente molto favorevole alla musica e soprattutto al canto, poiché la mamma era un soprano leggero.
Inizia a cantare da giovanissima, a 13 anni, e spesso si affaccia nel terrazzo di casa sua imitando la voce di Maria Callas ed Aretha Franklin. Partecipa al festival di Castrocaro nel 1967 vincendolo, e ciò le permette di accedere a Sanremo l'anno dopo, ma senza arrivare alla finale. Viene comunque notata da un'etichetta discografica tedesca che le propone di registrare il primo album in inglese con lo pseudonimo di “Jusie Romeo”, che purtroppo non raggiunge i risultati sperati; il disco viene ritirato dal mercato dopo alcuni mesi.
Giuni si trasferisce a Milano, dove conosce Maria Antonietta Sisini, sua fedele collaboratrice con cui scrive tutte le sue canzoni. Canta come corista nei dischi di Adriano Celentano e nel 1979 incontra Alberto Radius, storico chitarrista della “Formula 3”. Radius la mette in contatto con un altro artista siciliano emigrato a Milano, Franco Battiato, con il quale oltre a una collaborazione, Giuni consolida una profonda amicizia durata per anni.
“Energie” è il suo secondo album, il primo in italiano a nome Giuni Russo; viene prodotto e arrangiato da Franco Battiato. È un'autentica pietra miliare della new wave italiana e forse il suo album più sperimentale e d'avanguardia, dove la voce risalta e spicca su trame musicali che vanno dall'elettro pop alla musica colta. “Energie” esce nel 1981 e raggiunge notevoli risultati di vendite anche grazie al nuovo look di Giuni, sempre più androgino.
Questo riscontro commerciale spinge Franco Battiato a scriverle un altro pezzo, questa volta più balneare e pop, ma tutt'altro che banale. Nel 1982 esce il grande successo “Un'estate al mare”, in cui le sue doti vocali risultano sbalorditive quando riesce a imitare il suono dei gabbiani con i suoi vocalizzi. Dopo questo enorme riscontro commerciale, Giuni entra in conflitto con la sua casa discografica che la vorrebbe sempre a produrre canzoncine orecchiabili, mentre lei insiste per una propria autonomia artistica che le permetta di esprimere al meglio la sua voce e la voglia di ricerca. Il risultato è “Vox”, un album che attinge in entrambi i mondi.
Nel 1984 esce “Mediterranea”, seguito da “Giuni” che include la hit “Alghero”, tormentone del Festivalbar. Nell'estate del 1987 pubblica “Album”, un disco che vede la partecipazione di Donatella Rettore in un duetto nella canzone “Adrenalina” che risulta particolarmente originale. Ma è nel 1988 che prende definitivamente le distanze dal mainstream con “A casa di Ida Rubinstein”, un disco in cui fa contaminazione musicale tra jazz e musica da camera.
Nel 1994 esce “Se fossi più simpatica sarei meno antipatica”, il suo ultimo album di inediti. Partecipa a Sanremo nel 2003 con “Morirò d'amore”, in una struggente ed intensa esibizione.







