La voce di Franco Battiato su VOCI.fm
ARTICOLO
“Golden Voices”: una storia, una voce, è il podcast che si occupa di raccontare tutto ciò che si cela nelle timbriche vocali dei personaggi più iconici dei fantastici anni 80. Il protagonista di questo episodio è Franco Battiato.
Podcast a cura di Emiliano Pinacoli
Francesco Battiato nasce a Ionia il 23 marzo 1945, territorio che dopo la seconda guerra mondiale è stato annesso al comune di Riposto in provincia di Catania. Dopo il diploma si trasferisce a Roma e poi a Milano, per tentare la carriera musicale. Qui si inserisce nel circuito underground di artisti milanesi che ha sede presso un cabaret chiamato “Club 64”, dove apre le esibizioni principali della serata con la sua chitarra acustica e brani in dialetto siciliano.
Viene notato da Giorgio Gaber, che lo aiuta a pubblicare alcune cover per la rivista “Nuova Enigmistica Tascabile”, a cui segue il suo primo 45 giri “La torre”. Approda in RAI in una trasmissione condotta proprio da Gaber, dove debutta anche Francesco Guccini; a causa di questa omonimia, cambia il proprio nome in Franco. Il mondo della musica leggera ben presto lo stanca e, dopo una profonda crisi interiore, decide che la sperimentazione e l'avanguardia sonora saranno i suoi obiettivi.
Il primo disco esce nel 1971, si chiama “Fetus” ed è un viaggio sonoro all'interno di ambientazioni elettro-acustiche in cui è uno dei primi musicisti ad usare i sintetizzatori; il secondo album “Pollution” è datato 1973 ed ancora risente di fascinazioni elettroniche. Dopo altri album di pura avanguardia, cambia le carte in tavola e si immerge in ambientazioni pop che però non abbandonano la ricerca musicale. Nel 1979 esce l'album della svolta: “L'era del cinghiale bianco”, a cui segue “Patriots” (1980).
Il vero trionfo avviene nel 1981 con “La voce del padrone”, in cui riesce pienamente nel suo intento di mescolare la musica colta con quella della hit parade; è un disco ricco di spunti classici che sa anche far ballare. Gli album seguenti saranno ancora improntati con questo intento e contengono alcune tra le sue hit più note. Nel 1988, “Fisiognomica” è un lavoro di ricerca della spiritualità ed inaugura un nuovo tragitto sonoro.
Ma uno dei dischi più importanti di Battiato è “Come un cammello in una grondaia”, album inciso a Londra diviso in due parti, tra quattro lied classici e brani inediti. Il 4 dicembre 1992 suona ad uno storico concerto nella città di Baghdad con l'orchestra irachena, che viene trasmesso in mondovisione. Nel 1993 esce “Caffè de la paix” e nel 1995 inizia un lungo sodalizio nei testi dei suoi brani con il filosofo Manlio Sgalambro, da cui nascono “L'ombrello e la macchina da cucire” e “L'imboscata” (1996), che include una delle canzoni d'amore più celebri della musica pop italiana: “La cura”.
Il 1998 è l'anno di “Gommalacca”, uno dei suoi dischi più venduti, poi “Ferro battuto” (2001), “Dieci stratagemmi” (2004), “Il vuoto” (2007) e “Apriti sesamo” (2012). Franco Battiato ci lascia il 18 maggio 2021, ma resta e resterà uno dei più grandi maestri della musica italiana.







