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La voce di Paul Young su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

“Golden Voices”: una storia, una voce, è il podcast che si occupa di raccontare tutto ciò che si cela nelle timbriche vocali dei personaggi più iconici dei fantastici anni 80. Il protagonista di questo episodio è Paul Young.

Podcast a cura di Emiliano Pinacoli



Il Soul è stato un genere musicale molto importante nella scena pop degli anni '80, tra le varie voci quella di Paul Antony Young è una delle più calde e morbide uscite dalla new-wave. È nato a Luton, in Inghilterra, il 17 gennaio 1956 e dopo il diploma inizia a lavorare alla “Vauxhall Motors” come operaio; nel tempo libero suona la chitarra e il basso in alcune piccole band, ma la musica diventa sempre più una parte importante della sua vita, tanto che con la sua prima band “Kat Kool and the Kool Kats” suona ovunque.

È con il suo secondo gruppo, la “Streetband”, che incide però un brano (“Toast”) che entra nella Top 20 britannica. Successivamente forma i “Q-Tips”, con i quali intensifica l'attività live ma non riesce ad ottenere nessun successo discografico. Nel 1982 diventa cantante solista, grazie al contratto con la CBS e riesce a realizzare un paio di singoli che però riscuotono poca attenzione .



Sarà il terzo 45 giri “Wherever I lay my hat” - cover di Marvin Gaye - a far arrivare Paul Young in vetta alla Top Ten inglese, un grande successo che viene replicato da “Love of the common people”, soprattutto in Italia, dove questa canzone è stata presentata al festival di Sanremo diventando uno dei pezzi più ballati del 1984. Il primo album, “No Parlez”, è un concentrato di cover e brani inediti e porta Paul Young ad essere una delle voci più apprezzate del pop inglese.

Il suo secondo album, “The secret of association” è un lavoro più maturo in cui spicca “Everytime you go away”, perla pop scritta da Darryl Hall, che Paul Young canta con pathos unico e che diventa la sua più grande hit internazionale. A metà anni '80 iniziano i primi problemi alle corde vocali, che compromettono le sue abilità, come l'accurato falsetto che aveva caratterizzato i suoi primi dischi.

Nel 1991 incide con Zucchero la canzone “Senza una donna”, successo in tutta Europa. L'anno dopo partecipa al “Freddie Mercury Tribute” e negli anni a seguire - sempre più condizionato dai problemi vocali - registra vari dischi swing, country e Tex-Mex, dando prova di essere un appassionato, completo e attento cantante. Negli anni, Paul Young non ha mai perso il divertimento nel fare musica e questo, per un musicista sulla scena da tanti anni, è davvero un grande traguardo.


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