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"Libera la voce": intervista a TOMMASO DI GIULIO

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

Libera la Voce ” è il format di Gabriele Lobascio, in collaborazione con VOCI.fm, MEI Meeting ed Esibirsi, che offre uno spazio profondo ai talenti emergenti per raccontarsi oltre la musica. Questa puntata è dedicata al cantautore romano Tommaso Di Giulio, che presenta il suo album "Dinosauri".

Podcast a cura di Gabriele Lobascio


TOMMASO DI GIULIO
Tommaso Di Giulio, cantautore romano, vanta collaborazioni con artisti come Max Gazzè, Marina Rei e Yuman. Il suo quarto lavoro discografico si intitola “Dinosauri’ ed attraverso otto canzoni parla di amicizie, amore, ambizioni e anche del tempo che passa. Sensazioni, esperienze ed emozioni in cui tutti possono immedesimarsi. In questo viaggio, Tommaso Di Giulio tratta il cambiamento, le nuove prospettive e la resistenza. Il tutto trasmesso attraverso melodie soul, funk e folk psichedeliche, ballabili e in grado di regalare positività creando così un contrasto interessante tra musica e parole. La copertina dell’album e dei singoli usciti sono stati realizzati da Giulia Scherani, una talentuosa fan di appena 14 anni (appassionata alla musica di Tommaso da quando ne ha solo 2 grazie alla sua mamma), che ha realizzato un concept visivo attraverso divertenti illustrazioni di dinosauri immersi nelle difficoltà della nostra quotidianità.

Tommaso Di Giulio, riguardo a “Dinosauri”, ha affermato:.

“Dinosauri” è un album che mi è piombato addosso con la furia di un triceratopo, per farmi cambiare idea, quando pensavo di voler smettere di fare il cantautore. Dentro ci sono tante cose: uno sguardo nuovo sull’amore, sull’amicizia e sulle ambizioni, alcune riflessioni su patologie molto contemporanee e un nuovo capitolo dello scontro impari con il tempo che passa, con tanto di riflesso nello specchio che picchietta sul polso come a dire: “allora? Hai visto che ore sono?”. I giganti preistorici del titolo mi sembravano perfetti per evocare la difficoltà di abitare un mondo che credevamo di conoscere ma che, in realtà, sembra sempre più condannato ad un’estinzione imminente. Eppure ci piace pensare di esserne ancora gli ingombranti dominatori. Parlo soprattutto di un sistema di valori, di un approccio alla vita, della velocità del linguaggio, dei suoi mutamenti iperbolici e, in sostanza, del modo in cui ci relazioniamo con gli altri esseri umani. Ho provato a raccontare come ci si sente a vivere il proprio tempo come un paio di scarpe troppo strette che però devi mettere perchè sei ad un evento formale: quel rendersi conto di essere perennemente alla ricerca di qualcosa in una realtà che ti impone con violenza i suoi ritmi evolutivi (che spesso fanno rima con autodistruttivi). “Dinosauri” non è però un album pessimista, anzi, forse è il disco più positivo che mi sia capitato di scrivere (anche i colori del soul, del funk e del folk psichedelico partecipano ad alzare la “temperatura” generale). E’ sicuramente un lavoro figlio dell’inquietudine che mi accompagna da sempre (e che credo non mi lascerà mai) ma che nasce più che altro da una curiosità insaziabile verso le cose che non conosco oltre che dalla passione per gli incontri tra le persone e le alchimie salvifiche che possono produrre.



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