La storia della radio: dall'EIAR alla RAI
ARTICOLO
La consueta rubrica curata da Enzo Mauri sulla storia della radio italiana vede ancora protagonista l’emittente di Stato e le tappe che la portarono a divenire Rai. Ecco la seconda parte!
Articolo realizzato da Enzo Mauri
Il 15 gennaio1928 ottenuta da parte del governo la concessione del servizio delle radioaudizioni circolari per i successivi venticinque anni, l’URI divenne EIAR (Ente Italiano per le audizioni radiofoniche). Niente di meglio per la nuova nata di ulteriori innesti sia riguardo le strutture, furono inaugurate, infatti, le stazioni di Genova e Bolzano, sia per la programmazione che accolse, manco a dirlo, col favore del pubblico maschile la prima radiocronaca di una partita di calcio: Italia-Ungheria terminata 4 a 3. L’informazione sottoposta all’insindacabile controllo governativo assunse un’importanza sempre maggiore con la nascita l’anno successivo del Giornale Parlato diffuso in tre edizioni quotidiane, il primo vero e proprio Giornale Radio andato in onda con questo nome nel 1930 dalle stazioni di Milano e Torino, l’intrattenimento perlopiù musicale lasciò spazio alla prima radiocommedia originale dal titolo L’anello di Teodosio autore Luigi Chiarelli. Con gli anni ’30 la sede dell’EIAR passò da Milano a Torino, il capoluogo piemontese accolse anche la nuova sede del settimanale “Radiorario” nel frattempo divenuto” Radiocorriere” la cui tiratura raggiungerà nel tempo le otto milioni di copie.
Superate le inziali diffidenze il regime fascista puntò sulla radio come utile strumento di propaganda, il 19 gennaio 1930 venne inaugurata la stazione trasmittente di Santa Palomba da 30 Kw tra le più potenti d’Europa, seguita l’anno successivo da quella di Palermo. Guglielmo Marconi mise lo zampino anche nella fondazione della Radio Vaticana nata il 12 febbraio 1931. La SIP (Società idroelettrica Piemonte) acquisì l’intero pacchetto azionario della SIPRA e incorporò anche la SIFI (Società industrie elettromeccaniche di Torino) azionista di maggioranza della “Radiofono” produttrice di apparecchi radio e specializzata nella sistemazione di cavi telefonici. Con il 1932 venne inaugurata a Roma la storica sede di via Asiago e gli impianti di Firenze e Bari. Il regime puntò a creare una coscienza radiofonica in tutto il paese villaggi inclusi, i quali si dovevano dotare di almeno un apparecchio radio, a tal fine nacque l’Ente radio rurale. Lo sport continuava a farla da padrone con le radiocronache giornaliere del Giro d’Italia, fu in questo periodo che nacque la celebre trasmissione I quattro moschettieri a cui ho già dedicato un articolo.
Tappa fondamentale nella storia della radiofonia italiana l’apertura nel 1935 delle trasmissioni per l’America del nord prima, la Latina dopo, nel frattempo la messa in onda a reti unificate dalle 7.45 alle 14 sul Primo e Secondo Programma venne diversificata. Con gli anni ’40 spirarono i venti di guerra e la radio inevitabilmente ne risentì. Radio Londra l’emittente degli alleati sebbene fosse vietato l’ascolto acquistò gradimento. Già nel 1943 alcune strutture fra cui Radio Palermo e Radio Bari conquistate dalle alleati diffusero notizie e musica americane. L’anno successivo il 6 giugno due giorni dopo la liberazione della città, Radio Roma ormai in mano alleata e con il solo trasmettitore di Monte Mario in attività annunciò lo sbarco in Normandia, vi collaborarono giornalisti, attivisti e programmisti antifascisti. Il vento era ormai cambiato e l’EIAR entrò a far parte dei ricordi con DLL del 26 ottobre 1944 diventò Rai (Radio Audizioni Italia), amministratore delegato e direttore generale Luigi Rusca.






