Speciale "A COMPLETE UNKNOWN" con Timothée Chalamet e Alex Polidori
ARTICOLO
Arriva al cinema “A Complete Unknown” con uno strepitoso Timothée Chalamet nel ruolo di Bob Dylan del quale interpreta anche le canzoni. A doppiarlo nel parlato nella versione italiana del film, Alex Polidori. Patrizia Simonetti li ha incontrati entrambi per VOCI.fm alla premiere romana del film.
Servizio a cura di Patrizia Simonetti
Nella New York, dei primi anni ’60, sullo sfondo di una vibrante scena musicale e di tumultuosi sconvolgimenti culturali, un enigmatico diciannovenne del Minnesota arriva nel West Village con la sua chitarra e un talento rivoluzionario, destinato a cambiare il corso della musica americana. Mentre stringe i suoi legami più profondi durante l’ascesa verso la fama, cresce la sua irrequietezza nei confronti del movimento folk e, rifiutando di essere etichettato, compie una scelta controversa che risuona culturalmente in tutto il mondo.
Timothée Chalamet interpreta e dà voce a Bob Dylan in “A Complete Unknown” di James Mangold, l’elettrizzante storia vera dietro l’ascesa di uno dei cantautori più iconici della storia, diretto dal candidato all’Oscar® James Mangold e distribuito da The Walt Disney Company Italia dal 23 gennaio. Nel prestigioso cast, Edward Norton nel ruolo di Pete Seeger, Elle Fanning in quello di Sylvie Russo, Monica Barbaro che è Joan Baez, Boyd Holbrook nel ruolo di Johnny Cash, Dan Fogler nel ruolo di Albert Grossman, Norbert Leo Butz nel ruolo di Alan Lomax e Scoot McNairy nel ruolo di Woody Guthrie.
A proposito di “A Complete Unknown” James Mangold ha dichiarato: “Il film racconta la storia di un momento specifico, e non l’intera vita, di una persona. Parla di un mondo in cui moltissimo viene comunicato attraverso le canzoni”. Il suo interesse per questa fase del percorso di Dylan nasce dalle domande intime sollevate dal materiale, come l’idea del genio e del talento intrinseci che alcuni artisti possiedono fin dalla nascita, e dalle fortune e dagli oneri di quello stesso talento che può portare a una notorietà estrema e, insieme, provocare una profonda solitudine.
Lo scoppio della pandemia di COVID-19 nel 2020, è stato seguito da una serie di scioperi del settore, che hanno messo a repentaglio la produzione. Gli inevitabili ritardi hanno esteso il periodo di preparazione di Chalamet, portandolo a sentirsi sempre più a suo agio nel ruolo e permettendogli di approfondire la propria comprensione del personaggio e affinare le proprie abilità di musicista e cantante. “Una volta entrato nel personaggio, non potevo più fuggire”, ha affermato Chalamet. “Bob era diventato una sorta di religione”. Il regista ha ribadito: “Non volevo che Timmy scomparisse. È una performance. Volevo che Timmy contaminasse Bob con la sua personalità. Se il film diventa una semplice serie di manierismi e imitazioni vocali, la rappresentazione è vuota”.
Timothée Chalamet è reduce da cinque intensi anni di studi ed esercitazioni musicali, che gli hanno permesso di non limitarsi ad affinare le competenze richieste, ma di arrivare a esplorare a fondo e padroneggiare le canzoni di Bob Dylan. Al tempo stesso, l’attore ha guardato ore e ore di esibizioni e interviste del musicista insieme al noto voice coach Eric Vetro, concentrandosi su piccoli dettagli come la postura e l’influenza di questa sulla voce. “Non si può cogliere la vera essenza di Bob senza prestare attenzione a ogni sua sfaccettatura”, ha riflettuto Vetro. “La sua voce ha molte caratteristiche diverse. È un po’ come il vino.
E Timothée ha un ottimo orecchio. Riesce ad afferrare un’idea con estrema rapidità, e sa come realizzarla come attore.” Secondo il guitar coach Larry Saltzman, l’inclinazione dell’attore comprendeva anche gli strumenti scelti da Dylan. Negli anni in cui la produzione ha subito dei ritardi, Chalamet ha appreso a padroneggiare la chitarra e l’armonica e ha così potuto inserire nel suo ritratto interpretazioni dal vivo dei brani leggendari di Dylan, che conferiscono spessore e autenticità al film.
(Foto di Angelo Costanzo)






