Sanremo 2025: i VINCITORI in conferenza stampa
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Sanremo 2025 incorona tre voci maschili, quelle di Olly, Lucio Corsi e Brunori Sas. Patrizia Simonetti ha seguito la loro conferenza stampa e appuntato per noi qualche riflessione.
Servizio a cura di Patrizia Simonetti
Olly, Lucio Corsi e Brunori Sas. Sono loro i trionfatori di Sanremo 2025, diversi per voce, stile, genere musicale, età. Tre voci maschili, però, anche se quelle femminili non mancavano di certo.
Di Olly, voce potente e lievemente graffiata, si parlava da un po’, anche quando nei pronostici aveva superato persino Giorgia, la voce delle voci, vincitrice per molti di questo Festival, arrivata invece soltanto sesta con la “La cura per me”, pur avendo vinto la serata dei duetti e delle cover, esibendosi con Annalisa in “Skyfal”l di Adele, un duetto vocale da brividi. Eppure a lei va soltanto il Premio Tim.
Olly, all’anagrafe Federico Olivieri, genovese, classe 2001, cantautore e rapper, già a Sanremo nel 2023 arrivando 24esimo con” Polvere”, è molto amato dal pubblico della strada che ogni giorno affollava il sotto balcone della casa all’angolo di Corso Matteotti dove la signora della sua canzone stendeva i panni, ovvero i suoi abiti di cena. La sua romantica “Balorda nostalgia” stavolta ha conquistato tutti. Non sappiamo però se lo vedremo all’Eurovisione, deve ancora decidere...

Al secondo posto Lucio Corsi, voce delicata e pulita, più volte dato per vincitore grazie alla sua “Volevo essere un duro”, e grazie anche alla performance poetica e naif con Topo Gigio, la cui voce è di Leo Valli che abbiamo video intervistato, con i quale ha intonato una versione unica e delicata di “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno che, tra l’altro, fu la prima voce del sorcetto più amato d’Italia. Però si è portato a casa il Premio della Critica Mia Martini della Sala Stampa e il Premio Assomusica per la migliore esibizione live di un artista rivelazione, e comunque un secondo posto non è affatto male per una sorta di outsider.
Brunori Sas, con la sua voce pacata, calda e morbida che infonde serenità, guadagna il terzo posto un po’ a sorpresa con “L’albero delle noci”, una ballata delicata dedicata alla maternità e a sua figlia Fiammetta alla quale dedica anche la vittoria, e si porta a casa anche Premio Sergio Bardotti per il miglior testo.

Ci è dispiaciuto un po’ per Achille Lauro che ci ha toccato il cuore con la sua voce trascinata e la struggente “Incoscienti giovani”; per Fedez, coraggioso e spietato con la sua “Battiti” che, con un bel po’ di autotune, ce l’aveva quasi fatta piazzandosi tra i primi 5, ma poi ha dovuto cedere il posto a testi e sonorità più tranquillizzanti; per Rkomi, solo penultimo con “Il ritmo delle cose”, mood trascinante e densa di concetti importanti, una canzone “per far muovere il cervello” per dirla con il suo stesso autore. Peccato anche per Rocco Hunt, tra i nostri preferiti, con Mille vote ancora, per Massimo Ranieri, voce unica, con “Tra le mani un cuore”, per la giovanissima Sarah Toscano, voce di grande estensione, intonatissima e bravissima con “Amarcord”; e per Francesco Gabbani, con il suo accento carrarese e la sua voce quasi d’altri tempi, anche se la sua “Viva la vita” avrà sicuramente il percorso che merita.
Applausi, infine, anche a Carlo Conti che ha fatto ascolti altissimi con il suo Festival “baudiano” come lui stesso lo ha definito, ricevendo anche i complimenti da Amadeus. L’anno prossimo tornerà, ma forse solo come direttore artistico. Chi presenterà Sanremo 2026”? Lo sapremo solo cantando…
(Foto di Angelo Costanzo)






