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Doppiaggio: 5 equivoci

VOCI IN VETRINA

ARTICOLO

I doppiatori italiani sono ritenuti da moltissime persone i migliori al mondo, ma quanto è davvero conosciuto il loro mestiere? In questo appuntamento, Alessandro Delfino ci parla di 5 equivoci ricorrenti quando si parla di “doppiaggio”.

Speciale realizzato da Alessandro Delfino

  1. IL DOPPIATORE E’ UN ATTORE?

La risposta è sì! Il doppiaggio è uno dei tanti campi della recitazione (come cinema, tv, teatro e radio) composta da attori che recitano al microfono.

 

  1. BASTA AVERE UNA BELLA VOCE PER LAVORARE NEL DOPPIAGGIO?

Assolutamente no! Per lavorare nel mondo del doppiaggio, come detto prima, bisogna essere attori, quindi aver studiato dizione, improvvisazione ed interpretazione. La bella voce non c’entra nulla, ma bisogna essere in grado di recitare e ricreare in italiano l’emozione provata da un altro attore.

 

  1. IL DOPPIATORE SI PREPARA PER LA PARTE?

Ahimè no! Purtroppo, soprattutto oggi con i tempi frenetici, non c’è modo di prepararsi e guardare prima un film o una serie; il doppiatore viene chiamato ad un turno e quando è lì il direttore di doppiaggio gli spiega cosa andrà a doppiare.

 

  1. IL DOPPIATORE PARLA INGLESE?

No, o meglio, non è tenuto a saperlo (e a parlarlo). Conoscere le lingue è compito del traduttore/adattatore che si occupa di fornire ai doppiatori e al direttore di doppiaggio il copione tradotto e adattato.

 

  1. MI FAI UNA VOCE?

Una delle leggende più forti è che i doppiatori facciano “voci”, ma non si parla di imitazione, bensì di recitazione. Il doppiatore recita nel momento in cui è al turno, ma poi una volta finito non si porta mai a casa il lavoro che fa.

https://soundcloud.com/voci-fm/doppiaggio-doppiatore-doppiatrice-equivoci

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